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Arte in Nuvola
Vari
21-23 Novembre 2025

In occasione della quinta edizione di “Roma Arte in Nuvola 2025”, Futurism&Co Art Gallery ha presentato una selezione di opere del ‘900 partendo dall’avanguardia futurista, con autori come Giacomo Balla, Fortunato Depero, Umberto Boccioni, Enrico Prampolini e molti altri, e proseguendo attraverso i maggiori rappresentanti del Gruppo Forma 1 come Piero Dorazio e Achille Perilli, fino ad arrivare alla scuola di Piazza del Popolo, con opere esposte di Franco Angeli e Tano Festa.

Parte dello spazio è stato dedicato al fondatore della Galleria Massimo Carpi, recentemente scomparso, il 22 Marzo 2025.

Con l’occasione sono stati esposti alcuni abiti da lui creati con la sua ditta di abbigliamento EMANUEL ZOO, i “Costumi per ballerina”, nel 1992, ripresi da Enrico Prampolini “Cocktail”, ed esposti poi nella mostra “L’altra metà dell’avanguardia”, MART 2005.

A delineare il forte legame  tra il lavoro nella moda di Massimo Carpi e la passione per l‘avanguardia futurista anche la blusa esposta, da un progetto originale di Giacomo Balla, ricostruzione sempre di Emanuel Zoo.

Altri interessanti oggetti esposti, sempre creazioni di Massimo Carpi, la borsa e il cappello ispirati a Giacomo Balla, prodotti da Emanuel Zoo, che tutt’oggi sono esposti in altre versioni all’interno di Casa Balla a Roma in via Oslavia.

Sulle mura dello spazio espositivo della Galleria Futurism&Co è stato affisso una parte del testo scritto da Massimo Carpi, tratto da "Prampolini dal Futurismo all’Informale", a cura di Enrico Crispolti con Rosella Siligato, Roma, XII Quadriennale, Palazzo delle Esposizioni, Edizioni Carte Segrete, Roma, 1992.

Di seguito il testo:

 «Come operatore creativo nel campo della moda, mi sono infatti posto piuttosto un problema di comunicazione in termini attuali delle probabili suggestioni di “Cocktail”.

Ritengo infatti che la comunicazione si stabilisca invece subito se il visitatore riesce in qualche modo ad identificarsi nella realtà dei costumi di scena. Se insomma si riesca a stabilire un rapporto diretto con l’occhio di oggi.

Per le giacchette delle ballerine-bottiglie ho usato taffetas in luogo di tessuto lucido; e per i loro cappelli-turaccioli mi sono servito di un tessuto metallizzato. 

L’insieme lo ho immaginato in una situazione di atmosfera estiva.»